Correre al mare

No, non mi alzo presto per rispettare il proverbio che riporta che “chi dorme non piglia pesci”. Sono sempre sveglio presto perché il fuso orario agisce sul ritmo del mio sonno, ma anche perché correre al mattino presto è sempre affascinante, specialmente qui al mare. Come quando sono a casa esco a correre alle 6; non vado prima anche se sono ben sveglio da tempo ma perché è buio pesto, e farei tutto l’allenamento senza vedere nulla attorno a me. Invece vedere che il cielo s’illumina e che il sole sorge, è sempre particolarmente suggestivo: i colori della vegetazione e del mare sono sempre molto carichi.
Quando esco dal villaggio percorro un tratto di mezzo chilometro ben illuminato e quando sono all’incrocio, sia che giri a destra sia a sinistra, è tutto buio; non c’è neppure una luce se non in prossimità dell’entrata dei villaggi turistici. Ma c’è buio e buio: quando fa caldo (esco che sono sempre 20-21°) secondo me il cielo è meno scuro di quando è freddo. Sarà una mia impressione, e me la tengo; almeno fintanto che sono qui in vacanza. La strada che percorro è deserta fino alle 6.30 perché serve solo ai locali per andare al lavoro nei villaggi turistici, e nessuno si muove fino a quell’ora, se non qualche pedone con il quale rischio qualche volta di scontrarmi, a meno che non fumi perché allora riesco a scorgere la brace della sigaretta. Non ho alcun problema quindi a stare in mezzo alla strada e seguire la linea di mezzeria per evitare di finire fuori carreggiata. Ma anche quando passa qualche pulmino, sto dalla parte opposta al senso di marcia e poi riprendo a correre nel centro.
Non appena fa un po’ di luce abbandono l’asfalto per percorrere alcune strade sterrate. Due sono quelle che più mi piacciono. La prima costeggia il mare, passando dal centro del paese (ci saranno 300 abitanti) e si dirige al mio villaggio; è particolarmente scenica ed il fondo è in parte sabbioso. La seconda invece si inoltra nella fitta vegetazione. Non nascono che mi fa un certo effetto essere in mezzo alla “foresta” da solo; ogni tanto spavento qualche uccello che rumorosamente si allontana. Non ne sento altri volare in giro e quindi deduco che sono da solo in quel posto. Questa strada procede a zig zag per 3 chilometri circa verso l’interno, e passa per un acquedotto dal quale i locali attingono (credo abusivamente) l’acqua, ed arrivo ad una baracca abitata, proprio una catapecchia. Ci abitano dei contadini (ma non capisco cosa coltivino) che non conosco direttamente (i loro cani invece conoscono me perché un paio di volte, negli anni precedenti, mi hanno importunato) perché alcune volte ho incontrato due anziani che con il loro asino portavano verdure e frutta, penso al mercato del paese.
In seguito al clima caldo non riesco a svolgere particolari allenamenti; la temperatura al mattino è costante e la sensazione di disagio può aumentare a causa dell’umidità. In pratica, non corro più di un’ora e quando non mi limito alla corsa, svolgo variazioni brevi (60”) e progressioni di ritmo. Di più non riesco a fare proprio per il disagio del clima. Disponendo di più tempo mi fa piacere fare esercizi di allungamento, ed inoltre svolgo anche degli esercizi di potenziamento per le gambe e i piedi.
Per ora, il “raduno” al caldo prosegue bene, non sono per i buoni allenamenti che riesco a svolgere, ma specialmente perché lo stress è solo un ricordo.
Auguri 2009 – prove di vacanza
Oggi sulla mia agenda ho tracciato delle lunghe linee sulle pagine dei giorni che mancano alla fine dell’anno. Da tempo l’arrivo dell’inverno, inteso come data del cambio delle stagioni, coincide con il periodo delle ferie. Il mio lavoro mi porta ad essere maggiormente impegnato durante l’estate e meno invece in questo periodo. Quindi, l’approssimarsi del Natale è per me il segnale dell’arrivo delle vacanze.
Il 2008 è alle spalle; una stagione piuttosto pesante, particolarmente impegnativa, più delle altre sia per quantità sia per pressioni e ritmi di lavoro. Il bilancio è positivo: il sito ha superato i 10.000 utenti registrati, gli stages sono sempre affollati e per me avvincenti e motivanti, la gestione delle iscrizioni ai viaggi con Terramia continua e cresce, di tabelle ne faccio in gran quantità e i risultati dei miei atleti mi soddisfano (http://www.orlandopizzolato.com/it/23.html)
E’ stato anche l’anno del mio 50° compleanno; un anno importante, non tanto per questo numero “tondo”, ma per le emozioni che mi ha riservato. Forti, con alti e bassi, con un’alternanza di momenti pieni e vuoti, un po’ come avviene a girare nelle montagne russe, tanto che quando scendi ti senti frastornato, ma sei euforico e divertito. Prendo a prestito le parole di Ciuchino del film “Shrek” che, dopo essersi dapprima meravigliato e poi divertito a tirare la leva del gioco del villaggio Duloc, esclama: “Dai! Rifacciamolo!”.
Sì, il 2008 lo rivivrei.
Ma adesso, meglio dire domani, è finita: chiudo l’agenda, premo il tasto del computer e stacco le spine, non solo quelle dell’ufficio, ma quelle mentali del mio lavoro. Ah, dimenticavo: anche il telefono, seppur metaforicamente spesso spento perché lo dimentico in giro (e quindi è come se non lo avessi)... No; il mio non finisce in frigo, ma in tanti altri posti della casa dove ci può stare svariate ore, ed è inutile tentare di localizzarlo facendolo squillare; spesso è spento perché ha le batterie scariche. Il mio telefono resterà a casa. Meno peso da portare.
Ecco, riguardo un aspetto sono “maniaco”, ed è la spasmodica ricerca del minimalismo. Da tempo seleziono le cose essenziali che mi servono per vivere, non m’interessa vivere bene, agiatamente, comodo, ed altro. Voglio solo quello che mi serve; il resto va in beneficienza e/o al riciclo.
Sul letto ho preparato le cose che mi servono per le vacanze; molto probabilmente non ci crederete, ma tutto ciò che ho selezionato per me sta su un trolley. Forse, potrei rinunciare ad una maglietta, ad un paio di slip, ad un paio di calze, ma preferisco non … esagerare. Potrei anche partire con uno zainetto, ma quando faccio il check in, il personale che controlla il biglietto e che mi chiede quanti bagagli devo imbarcare mi rivolge lo stesso identico sguardo di Ilaria, e lì capisco che mi compatiscono. Beh, poi esagero nel caricarmi di libri, di riviste ed un ciarpame di fogli di cose da leggere, con queste ultime che non tornano a casa. In alcuni viaggi di tempo fa, quando andavo nel sud ovest degli USA, portavo con me abbigliamento scadente (tanto non avevo in programma incontri informali, ma solo chilometri e chilometri di trekking), in modo che una volta finita la vacanza, lo buttavo e svuotavo la valigia. Il più delle volte per fare spazio a fossili, minerali e persino pigne di sequoia (sono piccolissime, di dimensioni inversamente proporzionali all’altezza delle piante).
In vacanza, come avviene da parecchi anni, vado ai Caraibi, una zona che frequento dal 1984 perché, sfruttando la mia popolarità, invece di farmi dare gli ingaggi per partecipare a gare locali, mi facevo ospitare per alcune settimane.
Farò una vita tipica da spiaggia: sole (ma non mi piace soffrire sotto il caldo; preferisco tenere metà corpo all’ombra), bagni (ma mica tanti; se dipendesse da me starei in acqua quel tanto che basta per raffreddare la pelle) e lettura. Quanto mi piacerebbe dedicarmi solo a questo (tassativamente niente letture inerenti la corsa, almeno sotto l’aspetto tecnico)! Mi piacerebbe coltivare la mia passione: la pittura ad acquerello, ma non posso. Purtroppo devo anche fare il “geometra della spiaggia”: castelli, piste, animali di sabbia, buchi ed altro ancora.
Ah, sì, c’è anche la mia corsa, con obiettivo New York 2009. Beh, non lo nascondo, correre ai Caraibi mi è sempre piaciuto. Ma di questo vi racconterò qualcosa nei prossimi giorni. Magari in una giornata di pioggia – sperando non ce ne siano – tornerò ad aggiornare il blog.
Buone feste anche a voi e, come al solito, vi chiedo di non rispondere al mio messaggio per non intasare la mia casella di posta, e perché proviene da un indirizzo di servizio che non controllo.
Se volete ricambiare e lasciare i vostri commenti, c'è il blog, e potete rispondermi e scrivere quanto volete. Leggerò volentieri.
E la foto? Ogni anno vi lascio con una foto, è vero….
Beh, queste mi piacciono in particolare. Come per tutti gli eventi ai quali si è chiamati a dare il meglio, bisogna allenarsi e fare le prove. Nel giorno previsto per farle, il tempo non era dei migliori, ma non mi fermo davanti a nulla!!!
Un abbraccio
Orlando



Natale: ma quando?!?
Si sarà capito che la famiglia Pizzolato non può essere considerata normale; anzi è alquanto strana tanto che a loro, e credo solo a loro, possano accadere situazioni paradossali. In questo periodo poi si avvicendando circostanze difficili da esporre e da spiegare se si vuol essere razionali, ma limitiamoci all’evento principale di questo mese. Quanto manca al Natale? Da oggi, calendario alla mano, sono 13 i giorni prima che Babbo Natale si materializzi. In casa Pizzolato Babbo Natale sarà invece di passaggio già domani sera. Perché, se arrivasse il 24 dicembre, troverebbe solo il custode di casa, con il suo cane. Le letterine sono partite da tempo per avvisare il “vegliardo vestito di rosso” di organizzarsi per evitare di fare un giro a vuoto. Insomma, domenica mattina sotto l’albero dovrebbero esserci i regali. Si tratta di una situazione creata ad hoc, pilotata da chi organizza e gestisce l’arrivo del “vecchio barbuto”.
Si sa che i bambini non richiedono i regali in base all’opportunità delle circostanze: preferiscono per esempio giocattoli voluminosi e di forte impatto, piuttosto che di sostanza. Insomma, il pacchettone sotto l’albero fa sempre più effetto della scatolina che contenga per dire, ma solo per dire, un diamante. Beh, in questo caso, per motivi sempre di opportunità monetaria, anch’io preferisco che sotto l’albero giaccia un gran pacco contenente un mega peluche (in momenti di crisi pensavo che le pietre preziose fossero in saldo), a costo di caricarlo su di un furgone per portarlo a casa, e brontolare a dismisura per trascinarlo su per le scale.
Insomma, Babbo Natale deve arrivare prima che i Pizzolato partano per le vacanze. Sarebbe odioso infilare i giocattoli nei bagagli per il viaggio, visto che la famiglia viaggia con solo i trolley, circostanza nata da una spiacevole esperienza di smarrimento dei bagagli. Dopotutto non è difficile far stare tutte le cose in poco spazio quando si va al caldo; e poi basta evitare manifestazioni formali, tipo cene delle festività, che richiedono un particolare abbigliamento. Lascio a voi immaginare come ci si organizza pur di evitare il conformismo delle serate di rappresentanza e scantonare le circostanze formali.
Il Babbo internazionale non avrà tanto da lavorare per domani sera: formalmente deve portare solo un pacco per Chiara. Il resto della famiglia è, come si può immaginare, dall’altra parte della faccenda, e ripartita tra i rappresentanti canonici delle Feste, vale a dire dalla parte del Vecchio barbuto e della Vecchia racchia.
La famiglia è comunque unita nell’attesa di un evento che si ripete da alcuni anni: in questi giorni verrà recapitata una scatolina blu, di cartone e dalla forma cilindrica. Il contenuto è sempre oggetto di scommesse: si tratta di un animaletto di cristallo, della collezione Swarovski. Da 8 anni, praticamente da quando sono nella squadra New Balance, importata dagli USA dalla famiglia Gartner, il titolare invia questa graditissima sorpresa.
Questi sono i soggetti già presenti nella collezione: cane, coccinella, coniglio, farfalla, formichiere, papero, pesce e rana. Più il riccio, ricevuto da altra fonte.
E ogni anno si ripete il rito delle votazioni, scrupolosamente segrete, per indovinare chi arricchierà la collezione. Ognuno in famiglia ha due opzioni. Per la mia scelta io mi sono affidato ai simboli della finanza: orso e toro. Vista la situazione, il primo ha tutti i favori del pronostico. Anche perché il secondo è caratterizzato dalle protuberanze ossee sul capo, che spero non siano un simbolo che mi caratterizza.







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